"El mar no pertenece a los déspotas. En su superficie los hombres podrán aplicar sus leyes injustas, reñir, destrozarse unos a otros y dejarse llevar por horrores eternos. Pero, a diez metros bajo el nivel de las aguas, cesa su reinado, se extingue su influencia y desaparece su poder. En el fondo del mar sólo existe la independencia. Ahí no reconozco voz de amo alguno. Ahí soy verdaderamente libre..."

Capitán Nemo
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sábado, 9 de enero de 2016

Décimo aniversario fallecimiento Luigi Ferraro de la Xª Flotiglia MAS





Articulo de Antonio Panullo


Dieci anni fa ci lasciava Luigi Ferraro, Medaglia d’oro al Valor militare, incursore della Decima Mas, ufficiale di Marina, pioniere della subacquea italiana, inseguito imprenditore, inventore e scrittore. Ferraro è stato probabilmente uno dei pochissimi, se non l’unico, esponente della Repubblica Sociale Italiana ad aver ricevuto i funerali di Stato. Funerali che furono negati dai governi repubblicani addirittura a Rodolfo Graziani, comandante in capo delle forze armare della Rsi. La vita di Luigi Ferraro è stata una grande avventura, e ha avuto diverse stagioni, poiché era un uomo che guardava al futuro e soprattutto alla sicurezza dei subacquei, che mise sempre davanti a tutto. Su questo eroico tenente di vascello sono stati scritti libri, tra cui quello di Massimo Zamorani Luigi Ferraro, un eroe del mare (Mursia) e lui stesso ce ne ha lasciato uno, Una fiamma negli abissi, con Giorgio Chimenti (edizioni Ireco). Ma moltissime opere che si occupano della Xa Mas si occupano anche di Ferraro. Luigi Ferraro era nato nel 1914 a Quarto dei Mille, a Genova. Da bambino di trasferì con la famiglia a Tripoli, in Libia, dove effettuò le prime immersioni. Ma l’episodio che gli cambiò la vita avvenne nel 1933, quando partecipò a Roma al Campo Dux, dove entrò in contatto con gli studenti dell’Accademia fascista di educazione fisica. Tornato entusiasta in Libia, terminò gli studi e ebbe i gradi di ufficiale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale,  si arruolò come camicia nera per poi entrare in Marina come ufficiale, precisamente nella Milizia marittima di artiglieria, che faceva parte della Mvsn. Frequentò la scuola sommozzatori di Livorno e poi entrò nel famoso Gruppo Gamma, il gruppo dei nuotatori d’assalto, al comando di Eugenio Wolk. Nel 1943 fu inviato dallo stesso comandante Junio Valerio Borghese a compiere operazioni di sabotaggio in Turchia. Effettuò quattro missioni ad Alessandretta e Mersina, affondando da solo tre navi nemiche, record assoluto. Per queste missioni gli vennero conferite quattro Medaglie d’argento, sostituite poi dopo la guerra con quella d’oro al Valor militare. Dopo l’armistizio aderì alla Repubblica Sociale. Come ci racconta Giorgio Pisanò in Gli ultimi in grigioverde, Ferraro motivò così la sua decisione: «La causa della Repubblica Sociale per me rappresentava l’impegno d’onore alla parola data. Battersi per essa significava difendere la Patria dal nemico angloamericano e dallo stesso alleato germanico, che dopo l’8 settembre aveva troppi pretesti per non comportarsi più come tale. Battersi per gli angloamericani voleva dire scegliere il campo del più forte».

Dopo l’armistizio Ferraro aderì alla Rsi

Rientrò dunque nel Gruppo Gamma e lo comandò dopo che Wolk fu chiamato a Venezia. Ferraro difesa i suoi marò e il gruppo anche nei giorni drammatici dell’aprile del 1945, mediando con il Cln e con gli Alleati per difendere i suoi uomini. Addirittura in più di un’occasione andò personalmente a trattare con i partigiani con indosso la divisa della Decima. In quei giorni Ferraro fu contattato da Lionel Crabb, il famoso uomo-rana britannico scomparso successivamente in circostanze misteriose, che gli propose di proseguire la guerra a fianco degli inglesi contro il Giappone. Ma Ferraro, coerentemente, rifiutò. Dopo alcuni mesi durante i quali fu anche ricercato, fu posto in congedo, e nel 1948, insieme con la moglie Orietta, che aveva sposato nel 1939 e dalla quale ebbe due figli, Italo e Paolo, fondò sull’isola d’Elba una società sportiva subacquee, iniziando a divulgare questo sport anche tra i civili. E qui inizia la seconda vita di Ferraro: in collaborazione con la Cressi Sub inventò o modernizzò numerose apparecchiature per questa pratica, ancora sconosciuta ai più, creando tra l’altro la famosa maschera Pinocchio e le pinne Rondine. Nel 1952 istituì il corpo dei sub dei Vigili del Fuoco, cui sarebbero seguito a breve termine anche quelli dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, tutti istruiti da Ferraro. L’anno successivo il regista Francesco De Robertis gira il film Mizar, ispirato alle vicende militari di Ferraro. Nel 1959 divenne vice presidente (il presidente era il suo amico Jacques Cousteau) della neonata Confederazione mondiale attività subacquee, nonché dirigente della Nazionale italiana per le gare di pesca subacquea. Nel 1962 fondò la Technisub, che gli dette altri successi come imprenditore e organizzatore: sponsorizzò lui l’impresa memorabile di Enzo Maiorca.

L’eroico recupero di Ferraro dei corpo di Giuseppe Marelli

Tra i mille episodi della vita di Luigi Ferraro, vogliamo ricordare l’eroico recupero, nel 1960, della salma di Giuseppe Marelli, un ragazzo, erede della dinastia degli industriali Marelli, che insieme col fratello e un amico erano annegati nel lago Trasimeno dopo l’affondamento della loro barca. Due salme furono presto ritrovate, ma quella di Giuseppe non si trovava. Il padre dei giovani, Fermo Marelli, da giorni stazionava impietrito sul molo in attesa di notizie. Decine di barche proseguono le ricerche vanamente, finché si decide di chiedere l’intervento di Ferraro. L’incursore della Decima si precipitò sul lago Trasimeno e si immerse da una barca insieme con un sub carabiniere, Santamaria, deciso a non andarsene finché non fosse stato trovato il giovane. Dopo qualche ora, Ferraro trovò tra le alghe il corpo del giovane e lo tirò su. Fermo Marelli non dimenticò mai il gesto di Ferraro, che non volle neanche essere ringraziato, sostenendo di aver fatto solo il proprio dovere e di essere sufficiente il privilegio di poter contare sulla sua amicizia. Da allora, ovunque l’industriale della radio andasse, non mancava mai di scrivere una cartolina a Luigi Ferraro. Era di questa tempra che erano fatti gli italiani di ieri, e per questo, il giorno del suo 80° compleanno, nel novembre 1994, il marò ebbe una genetliaco memorabile. A San Fruttuoso, dove è il Cristo degli abissi, con Ferraro si immersero decine e decine di sub che rappresentavano tutte le forze armate ed enti che hanno specialità subacquee, tra cui i sub del Comsubin, per deporre insieme a lui una corona di fiori ai piedi della statua per tutti i Caduti in mare e per regalare a Ferraro una targa ricordo per il suo compleanno. Luigi Ferraro spense le 80 torce della sua gigantesca torta di compleanno subito dopo essersi tolto l’erogatore. E le spense tutte.

lunes, 17 de agosto de 2015

Fallece el último buceador superviviente de la Décima Flotilla MAS italiana

Ha partido hacia su última misión el jefe buceador de primera clase Emilio Bianchi de la Xª Flottiglia MAS.

 Prisionero de guerra de los ingleses, no aceptó el armisticio de 1943 y fue prisionero de guerra de los ingleses hasta la derrota de 1945.

 

L’Italia piange l’ultimo uomo siluro della Decima – Muore a 103 anni Emilio Bianchi

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“Certamente essi avevano gli uomini per realizzare le imprese più ardite”.
Ammiraglio Cunningham, Comandante in capo della flotta inglese nel Mediterraneo, parlando dei marinai italiani della Decima MAS

Roma, 16 ago – Dopo 103 anni e una serie innumerevole di imprese ardite degne dei più grandi eroi, questo ferragosto 2015 purtroppo si è portato via una colonna della storia d’Italia. La Medaglia d’Oro al Valor Militare Emilio Bianchi, è morto a Torre del Lago (Lucca)ed era l’ultimo incursore dell’eroica impresa d’Alessandria dell’allora Regia Marina Italiana.
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Il Capo Palombaro Bianchi era tra i sei marinai del mitico sommergibile Scirè, comandato dal Principe Junio Valerio Borghese, che nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941, sulla “groppa” di tre siluri a lenta corsa ‘Maiale’ riuscirono nell’incredibile impresa di affondare le corazzate inglesi Valiant e Queen Elizabeth oltre che danneggiare una petroliera, battente sempre bandiera Union Jack. Nel corso della missione, dopo aver posizionato le cariche esplosive, fu scoperto dalle sentinelle inglesi e fatto prigioniero, per essere rinchiuso in un campo di concentramento.
Emilio Bianchi nacque a Sondalo (Sondrio) il 22 ottobre 1912. Volontario nella Regia Marina dal marzo 1932 ed assegnato alla categoria Palombari, frequentò il Corso di specializzazione presso la Scuola C.R.E.M. del Varignano (La Spezia) ed al termine imbarcò sulla nave idrografica Ammiraglio Magnaghi, con la quale compi poi due crociere idrografiche nell’Egeo e nel Mar Rosso.
Nel 1934 imbarcò sull’incrociatore Fiume, dove conseguì la promozione a Sottocapo, e nel 1936 venne destinato al 1° Gruppo Sommergibili di La Spezia. Conseguita la promozione a Sergente nel 1937, passò ad operare nella Decima Flottiglia MAS, dando inizio all’addestramento che lo doveva poi far diventare Operatore dei mezzi d’assalto subacquei.
fasi-operazione-Alessandria-fonte-Marina-MilitareDurante il conflitto partecipò, nel grado di 2° Capo, ai due tentativi di forzamento della base inglese di Gibilterra (ottobre e novembre 1940), quindi all’audace forzamento della base di Alessandria come 2° operatore dell’LSC (maiale) n. 221 condotto dal Tenente di Vascello Luigi Durand de La Penne. Partito da bordo del sommergibile Sciré nella notte del 18 dicembre, dopo aver superato gli sbarramenti penetrò con il suo capo operatore all’interno del porto e portò il suo mezzo esplosivo sotto la chiglia della nave da battaglia inglese Valiant, che per lo scoppio, affondò all’alba del 19 dicembre. Colpito durante il tragitto da intossicazione di ossigeno, a causa del durissimo sforzo che ebbe a compiere durante le cinque ore di immersione, costretto a risalire a galla, dopo qualche tempo fu scoperto dalle sentinelle di bordo e, assieme al suo comandante, rinchiuso in un locale di bordo posto nelle immediate vicinanze della santabarbara. Salvatosi fortuitamente dopo lo scoppio della carica, che provocò l’affondamento della nave, venne condotto in un campo di concentramento e rimpatriato al termine del conflitto. Promosso per meriti di guerra Capo di 3a Classe e di 2a Classe, nel 1954, a scelta, conseguì la promozione a Capo di 1a Classe Palombaro.
Nel grado di Ufficiale del C.E.M.M. prestò successivamente servizio al Centro Subacqueo del Varignano, al Nucleo Sminamento di Genova ed infine all’Accademia Navale di Livorno, terminando la carriera nel grado di Capitano di Corvetta (CS).
Motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare: “Eroico combattente, fedele collaboratore del suo ufficiale, dopo averne condivisi i rischi di un tenace, pericoloso addestramento, lo seguiva nelle più ardite imprese e, animato dalla stessa ardente volontà di successo, partecipava con lui ad una spedizione di mezzi d’assalto subacquei che forzava una delle più potenti e difese basi navali avversarie, con un’azione in cui concezione operativa ed esecuzione pratica si armonizzavano splendidamente col freddo coraggio e con l’abnegazione degli uomini.
Panerai watches_Human torpedo.jpg--760x0-q80-crop-scale-media-1x-subsampling-2-upscale-falseDopo aver avanzato per più miglia sott’acqua e superato difficoltà ed ostacoli di ogni genere, valido e fedele aiuto dell’ufficiale le cui forze erano esauste, veniva catturato e tratto sulla nave già inesorabilmente condannata per l’audace operazione compiuta.
Noncurante della propria salvezza si rifiutava di dare ogni indicazione sul pericolo imminente, deciso a non compromettere l’esito della dura missione. Col suo eroico comportamento acquistava diritto all’ammirata riconoscenza della Patria e al rispetto dell’avversario. Alessandria, 18 – 19 dicembre 1941″
Andrea Bonazza

martes, 20 de enero de 2015

Lotte Hass: Ha muerto una sirena



Lotte Hass (6. November 1928 – 14. Jänner 2015)

La pionera mas audaz y mas guapa de todos los tiempos del mundo submarino ha ido a encontrar a su marido Hans Hass en el fondo de su amado Océano.
 
Un millón de gracias a los dos. Os queremos y no os olvidamos !!!!!!

Andrés Clarós

Nuestra sirena nos ha dejado. 
Ella abrió las puertas del océano para todas aquellas mujeres que se atreviesen a seguirla. Y cada día son más las que siguen el rastro que marcó en las aguas con aquellas preciosas aletas que le confeccionó el Dr. Schaeffer. 

Hans y Lotte vuelven a reunirse en el abismo azul.

Enrique Dauner

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sábado, 22 de junio de 2013

Ha fallecido a los 94 años Hans Hass, pionero alemán del buceo

  Ha fallecido Hans Hass. El gran pionero austríaco de la exploración submarina falleció el pasado 16 de Junio a la edad de 94 años. Hasta ayer, sus familiares no hicieron pública la noticia. Más de 30 libros publicados, más de 70 documentales producidos y haber buceado con tiburones antes que ninguna otra persona en numerosos lugares de todo el mundo, es una parte de su legado. Si nunca habéis leído un libro suyo o visto alguno de sus documentales, hacedlo porque será una experiencia inolvidable. Descanse en paz. 

 (By Ruben Vintagesub)

 

 Auf Wiedersehen, mein lieber Freund!

(By Enrique Dauner)

La última vez que tuve el placer de estar con Hans Hass fue en octubre de 2002. Vino a casa, charlamos largamente, me dedicó algunos de sus libros y me regaló una preciosa RolleiMarin con una bonita dedicatoria en su interior. Según el Dr. Hass, "Es la primera y única RolleiMarin que le he dedicado a alguien".
La conservaré para siempre.
Hasn Hass con Enrique Dauner
 
La única ROLLEImarin dedicada por su inventor.

 
Obras de Hans Hass en diferentes idiomas

Libro dedicado a Enrique Dauner

  Hans Hass

Hans Hass
Hans Hass.jpg
Nombre Hans Hass
Nacimiento 23 de enero de 1919
Bandera de Austria, Viena
Nacionalidad austríaco
Ocupación Explorador, fotógrafo, escritor, cineasta
Cónyuge Lotte Baierl-Hass

Hans Hass (nacido en Viena, Austria, el 23 de enero de 1919, † el 16 junio de 2013 ) es un pionero del buceo con escafandra autónoma y de la filmación de documentales submarinos. Hass fue el primer realizador de cine que filmó y estrenó comercialmente un docuemntal subacuático. Posteriormente, ha dedicado su esfuerzo a la teoría energon y a diversas causas medioambientales.

Índice

Primeros años

La relación de Hans Hass con el mundo del buceo se inició en 1937, a partir de un viaje que realizó a la Costa Azul francesa. Duarante aquella estancia practicó la pesca submarina en apnea, a la que siguió la fotografía subacuática. Posteriormente, realizó un viaje al Caribe donde continuó practicando el buceo. Aquellas experiencias le decidieron a abandonar sus estudios universitarios de Derecho, e iniciar los de Biología, obteniendo obtuvo su licenciatura en 1943.1
Sus primeras experiencias de buceo con aire fueron con equipos de circuito cerrado que la firma alemana Dräger diseñó para él. En 1939 Hass filmó el primer documental subacuático de la historia. Esta experiencia pionera titulada “Pirsch unter Wasser” (Fisgando bajo el agua) se rodó en las aguas caribeñas de la isla de Curaçao, y en el Mar Adriático2 . la Universum Film AG (UFA) estrenó este cortometraje de 16 minutos en los cines en 1940.3 En 1942 filmó en Creta y en el Mar Egeo un documental de 84 minutos titulado “Menschen unter Haien” (Personas entre tiburones), que fue estrenado internacionalmente tras la Segunda Guerra Mundial, en 1948.4

La Segunda Guerra Mundial

Debido a sus habilidades como buceador fue alistado en la Wehrmacht y asignado al batallon denominado “Combatientes del Mar“, cuyos miembros solían denominarse a sí mismos como "los primeros hombres-rana alemanes". La unidad fue fundada en 1943 como parte de la inteligencia militar. En 1944 ya era una de las más importantes unidades especiales de la Kriegsmarine denominadas “Kleinkampfverband“. La misión principal de su unidad era la exploración de las instalaciones portuarias enemigas, y las acciones de sabotaje contra los buques de guerra enemigos fondeados.5
El origen, el equipo y la formación de esta legendaria unidad especial, así como su situación en la estructura de mando de la Wehrmacht están sólo fragmentariamente documentada hasta el día de hoy.6 La razón principal es que los documentos correspondientes fueron casi totalmente destruidos durante la guerra. Además, muchos de los veteranos que aún viven, como el propio Hans Hass, se sienten obligados por el juramento de secreto que hicieron en su momento.7

Postguerra

Una vez finalizada la contienda mundial, Hass filmó en 1950 el documental “Abenteuer im Roten Meer” (Aventura en el Mar Rojo) que fue galardonado con el primer premio como mejor documental en el Festival de cine de Venecia de 1951-, en este mismo año compra el Yate de vela Xarifa.8 y “Unternehmen Xarifa”(1954) filmado en diversas localizaciones del Caribe, Islas de Cocos y Galápagos.9 De hecho, “Unternehmen Xarifa” fue la primera película alemana filmada en technicolor.10
Tras realizar expediciones en África oriental y el Sur de Asia, en 1959 realizó su primera serie documental para la televisión. En 1961 filmó sus priemros documentales sobre fauna terrestre. Esta actividad tuvo su continuidad en diversos estudios sobre el comportamiento animal, que desembocaron en la teoría energon entre 1963 y 1966.
En la década de 1970 sus intereses derivarón hacia diversos temas ambientales, y fue nombrado catedrático de la Universidad de Viena.


Publicaciones

  • 4 documentales cinematográficos
  • alrededor de 70 documentales para televisión
  • Más de 25 libros, entre ellos:
    • 1939: Jagd unter Wasser mit Harpune und Kamera
    • 1941: Unter Korallen und Haien
    • 1942: Fotojagd am Meeresgrund
    • 1947: Drei Jäger auf dem Meeresgrund
    • 1949: Menschen und Haie
    • 1952: Manta, Teufel im Roten Meer
    • 1954: Ich fotografierte in den 7 Meeren
    • 1957: Wir kommen aus dem Meer
    • 1958: Fische und Korallen
    • 1961: Expedition ins Unbekannte
    • 1968: Wir Menschen. Das Geheimnis unseres Verhaltens
    • 1970: Energon: Das verborgene Geheimnis
    • 1971: In unberührten Tiefe. Die Bezwingung der tropischen Meere.
    • 1972: Vorstoss in die Tiefe. Ein Magazin über Abenteuer bei der Erforschung der Meere.
    • 1973: Welt unter Wasser. Der abenteuerliche Vorstoss des Menschen ins Meer.
    • 1976: Eroberung der Tiefe. Das Meer - seine Geheimnisse, seine Gefahren, seine Erforschung.
    • 1976: Der Hans-Hass-Tauchführer. Das Mittelmeer. Ein Ratgeber für Sporttaucher und Schnorchler.
    • 1977: Der Hai. Legende eines Mörders.
    • 1978: Die Schöpfung geht weiter. Station Mensch im Strom des Lebens.
    • 1979: Wie der Fisch zum Menschen wurde. Die faszinierende Entwicklungsgeschichte unseres Körpers.
    • 1980: Im Roten Meer. Wiederkehr nach 30 Jahren.
    • 1985: Stadt und Lebensqualität.
    • 1986: Abenteuer unter Wasser. Meine Erlebnisse und Forschungen im Meer.
    • 1987: Der Ball und die Rose
    • 1988: Der Hai im Management. Instinkte steuern und kontrollieren.
    • 1991: Vorstoss in unbekannte Meere
    • 1994: Die Hyperzeller. Das neue Menschenbild der Evolution.
    • 1996: Aus der Pionierzeit des Tauchens. In unberührte Tiefen.
    • 2004: Erinnerungen und Abenteuer.

Referencias

  1. ↑ Hans-Hass-Institut für Submarine Forschung und Tauchtechnik: Die Filme von Prof. Dr. Hans Hass
  2. ↑ ZCO1999: Hans Hass: el auténtico pionero del buceo y de la filmación subacuática
  3. ↑ Hans-Hass-Institut für Submarine Forschung und Tauchtechnik: Die Filme von Prof. Dr. Hans Hass
  4. ↑ Hans-Hass-Institut für Submarine Forschung und Tauchtechnik: Die Filme von Prof. Dr. Hans Hass
  5. ↑ ZCO1999: Hans Hass: el auténtico pionero del buceo y de la filmación subacuática
  6. ↑ ZCO1999: Hans Hass: el auténtico pionero del buceo y de la filmación subacuática
  7. ↑ ZCO1999: Hans Hass: el auténtico pionero del buceo y de la filmación subacuática
  8. ↑ "Louis Empain et L’Oiseau-Blanc" jeudi 1er juin 2006, par Pierre Chartrand
  9. ↑ Hans-Hass-Institut für Submarine Forschung und Tauchtechnik: Die Filme von Prof. Dr. Hans Hass
  10. ↑ ZCO1999: Hans Hass: el auténtico pionero del buceo y de la filmación subacuática

domingo, 14 de octubre de 2012

Jorge (Jordi) Morey Gil: Pintor y fotógrafo submarino

Recopilación: Eduardo Connolly
Fotografías:  Toni Montserrat y Isidoro Iglesias 





El 5 de marzo falleció Jordi Morey Gil, pionero dHace un tiempo leyendo una obra Eduardo Admetlla o de Antonio Ribera que ahora no recuerdo cual ni quien lo contaba, leí en una nota a pie de página que había en Mallorca en los años cincuenta un submarinista mallorquín que pintaba cuadros bajo el agua !!

La curiosidad me  ha llevado a buscar datos, entrevistar a amigos que lo conocieron y mareando un poco, he conseguido la información que ahora os pongo a vuestra disposición. Me entero de que ha fallecido a los 92 años recientemente, el 5 de marzo de 2012.

Tengo pendiente completar sus datos biográficos y ver si consigo fotografias de algún cuadro submarino suyo. Sabemos que era técnico reparador de aparatos de radio y que tuvo varios negocios en este ramo y en el de la fotografía. Este pionero de la fotografía submarina, disponía de una "caseta" preparada para sus exploraciones fotográficas, sita en la base de la Unidad de Zapadores Anfibios, creada en Mallorca en los cincuenta (de la que se habla en otro extenso artículo en esta revista electrónica). Sabemos que nació en 1919 y que el 18 de junio 1957 exploró un lago la famosa cueva del Drach (Mallorca) como nos cuenta "La Vanguardia española":


Es explorado por primera vez el lago Martel de las cuevas del Drach
Manacor (Mallorca), 16. — Por primera vez ha sido explorado el fondo del lago Martel, de las famosas cuevas del «Drach», de Portocristo. la exploración ha sido efectuada por el submarinista mallorquín Jorge Morey Gil, quien, provisto de una cámara especial, ha obtenido numerosas fotografías del fondo del lago. La inmersión de Morey Gil en las aguas del lago ha resultado en extremo interesante para el estudio de las cuevas, y su  detenida exploración puede llevar a hallazgos insospechados. — Cifra.

Equipo pesca submarina 1959
Jordi Morey en su faceta pescasub


El 25 de octubre de 1954, la prensa extranjera se hace eco de las proezas de este buceador, concretamente en la revista "Soundtrack" 
  
Easel does it
Skin divers, swimming under the surface of clear, warm, rock-bound coves around the Spanish island of Majorca, have lately been encountering a startling underwater apparition?a painter, perched before an easel at the bottom of the sea. The artist, a black-haired, 35-year-old Majorcan radio repair man named Jorge Morey-Gil, began skin diving years ago and developed a passion for submarine photography. A few weeks ago, in an effort to capture the elusive colors of the depths more accurately, he began waterproofing canvases with linseed oil and painting below the surface. He wears flippers and an Aqua-lung, uses an easel weighted with ten pounds of lead, fastens his brushes to his bathing suit to keep them from floating away when they are not in use and carries a knife (with which he recently stabbed an inquisitive octopus) strapped to one leg. He is the soul of hospitality when a fellow skin diver glides near, and invariably nods and invites inspection of his work. Nevertheless, the sight of him, bubbling away, palette in hand, amid a school of nosy fish, tends to unnerve casual passers-by. "He scared the hell out of me the first time I saw him," said one skin diver. "I looked at his painting all right when he waved me over, but I swam right ashore and had a drink."



Os dejo un enlace a la hemeroteca de ABC, que reproduce un muy extenso artículo de agosto de 1959, publicado en la revista Blanco y Negro, que narra con todo lujo de detalles la historia de este curioso personaje pionero del submarinismo y pintor submarino, a la par que fotógrafo. Cuenta que se propuso hacer sólamente 50 cuadros bajo el agua numerados y a partir del quincuagésimo dejar este insólito estilo artístico submarino. Ignoramos si cumplió su palabra. Según el mismo nos narra fue el primer pintor submarino de la historia, teniendo que modificar fórmulas de composiciónde las pinturas y adaptar caballete y utensilios a la flotabilidad.

La calidad de las fotos del documento reproducido es muy mala, pero nos da una idea del equipo que usaba este pionero.
 

 15/08/1959 - Blanco y Negro - Página 012

CINCO INOLVIDABLES MOMENTOS DE MI VIDA EN EL FONDO DEL MEDITERRÁNEO RELATO ESPECIAL Y EXCLUSIVO PARA LOS LECTORES DE BLANCO Y NEGRO, POR EL INSTRUCTOR DE BUCEADORES Y PINTOR SUBMARINISTA DE LAS ISLAS BALEARES, JORGE MOREY GIL.

http://hemeroteca.abc.es/nav/Navigate.exe/hemeroteca/madrid/blanco.y.negro/1959/08/15/012.html







Veinticuatro hombres-rana españoles exploran las profundidades del Mediterràneo



Otro reportaje en revista Blanco y Negro,  Madrid, 21 de Septiembre de 1957, con fotografías (algunas en color) de Jorge Morey Gil y texto de Ángel Gonzalez  Muñiz. Narra una expedeición científica a bordo del barco "Cruz del sur". Vale la pena ojearlo pues hay, incluso,  fotografías en color. El artículo empieza en la página 15  y más adelante se interrumpe y anuncia que "continua en las páginas amarillas" es decir a partir de la página 113 de la revista, acabando en la 115. Una veintena de páginas ocupa el reportaje interesantísimo. Os hemos puesto el enlace y la primera página, así como alguna foto. Podéis seguirlo vosotros mismos , amables lectores del blog, en la página de la hemeroteca de ABC.



Artículo Obituario de Gaceta Naútica (Diario de Mallorca)

Fallece a los 92 años Jordi Morey Gil, el hombre que pintaba bajo el agua

El 5 de marzo falleció Jordi Morey Gil, pionero del buceo y la fotografía subacuática en Mallorca. Tenía 92 años y su pérdida pasó desapercibida. Apenas unas esquelas de pago en la prensa local. Toni Montserrat, presidente del Club Náutico de Can Picafort, amigo personal del fallecido, le dedica esta carta de despedida, en la que recuerda su trayectoria y lamenta que se haya ido "sin pena ni gloria"

Cuando esta mañana, hojeando los periódicos, he leído tu nombre en la página de los fallecidos, me he llenado de pena y he pensado que, al final, todos llevamos el mismo rumbo. Tenías 92 años y los que seguimós aquí tal vez no llegaremos tan lejos como tú.

Te conocí durante el invierno de 1954, en una de esas competiciones que organizaba la Federacion de Actividades Subacuáticas. Eras un hombre amable y muy ameno. Recuerdo que solías tomar fotografías de los vencedores que luego aparecían publicadas en los periódicos. Así fue cómo nació nuestra amistad.

Me invitaste a visitar tu tienda, que se llamaba “Radio Capitol” y estaba ubicada en la Plaza Fleming de Palma. Al fondo tenías un estudio lleno de aparatos de radio, unos para reparar, otros no sé ni qué eran. Allí hicimos amistad muchas personas que compartíamos la afición por el submarinismo. Bajo tu batuta organizábamos las salidas al mar escuchando el parte meteorológico en una de tus radios. Preparábamos los trajes de goma, los utensilios de pesca, los bocadillos, y con tu coche, o con el que nos prestaba tu también difunto hermano Juan –del garaje Mundial, después COANSA y actualmente Comercial Morey-, nos desplazábamos hasta el punto de la costa que habíamos elegido.

Vivías por y para la mar. Te gustaba el buceo, y, sobre todo, la escafandra, con la que investigabas las rocas del fondo, de donde siempre sacabas algo: fósiles, piedras multiformes, asas de ánforas…

Una de las anécdotas que más me gusta evocar es la de aquella vez en que un pescador, mirando a través del ojo de buey desde su embarcación, se quedó atónito al comprobar que en el fondo no había la nansa de langostas, sino un un hombre pintando, con su caballete y su paleta. Eras tú, Jordi Morey Gil. ¡Menudo susto se llevó el hombre! Menos mal que subiste a la superficie y pudiste explicarle que estabas pintando al natural, sólo que tú lo hacías debajo del agua.

Eras una de las personas que más sabían sobre los pecios de las costas de Mallorca, en las bahías de Alcúdia y Pollença, y también en la Colònia de Sant Jordi, el Cabo Salinas, el Cabo Figuera o la isla del Sec. Fuiste uno de los primeros en denunciar a las autoridades el expolio de los fondos submarinos de Cabrera. Hasta en eso, amigo Jordi, fuiste un pionero.

Tus fotografías submarinas, realizadas con las carcadas que tú mismo fabricabas, fueron la admiración de numerosos científicos, entre ellos el mismísimo Jacques Cousteau, al que conociste y con el que intercambiaste información. Tu archivo personal, cuya propiedad intelectual tuviste la precaución de registrar, es un legado patrimonial importantísimo.

Jordi, amigo, fuiste un avanzado a tu tiempo y un investigador no reconocido y olvidado. Esa es la verdad. Te retiraste a tu casa en los acantilados de Estellencs, cerca de tu mar, y has muerto sin pena ni gloria. ¡Qué gran lástima! Espero que Dios te acoja en su seno, lo deseo con todo mi cariño. Hasta siempre.

Can Picafort, 9 de marzo de 2012.

Tu amigo, Toni Montserrat.


Programa de radio Gaceta Náutica dedicada a su figura

09.03.12

Descubrimos la figura de Jordi Morey Gil, pionero del submarinismo y de la fotografía submarina en Mallorca, fallecido el pasado día 5 a los 92 años 

(La publicidad inicial es en alemán pero está en castellano) 

http://www.podcast.de/episode/49007974/GN%2BRadio%2B69


Patente registrada de cámara submarina

http://patentados.com/invento/camara-buzo-para-fotografia-subacuatica.html


Otros artículos relacionados

http://hemeroteca.abc.es/nav/Navigate.exe/hemeroteca/madrid/abc/1957/09/21/017.html
http://hemeroteca.abc.es/nav/Navigate.exe/hemeroteca/madrid/abc/1961/08/26/019.html

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